8 Errori da evitare quando si progettano Corsi E-learning

Quali sono i tranelli in cui è più facile cadere progettando un corso e-learning? Come evitare di commettere quegli errori che mandano in cantina l’attenzione e il coinvolgimento dell’utente? Una ricetta buona per tutti non c’è, perché, come sappiamo, ogni corso è diverso, così come differenti sono i target ai quali ci si rivolge. Di sicuro, però, ci sono una serie di brutte abitudini da cui tenersi al riparo.
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errori corsi e learning

Sommario

La domanda da un milione di dollari che tutti i progettisti e-learning si fanno di continuo è sempre la stessa: come “acchiappare” l’attenzione del mio target? E come per tutte le grandi questioni, va detto, una formula magica non c’è. Ci sono, però, una serie di (più o meno) piccoli errori che, un progetto dopo l’altro, impariamo ad evitare, e che bisognerebbe tenere sempre a mente quando lavoriamo ad un corso e-learning.

Proviamo insieme a raccontarne alcuni, ben consapevoli che questa potrebbe essere la puntata zero di una serie infinita di approfondimenti, perché, per dirla con romanticismo, elencare i possibili sbagli di un progettista equivale a contare le stelle in una serena notte d’estate.

Senza l’ambizione di essere esaustivi, quindi, cominciamo.

1. Minimizzare la progettazione dei corsi e-learning

Lo sapevi che un terzo del tempo complessivo a disposizione sarebbe da dedicare alla progettazione e-learning, un terzo allo sviluppo e un terzo al debug? Se la risposta è affermativa, allora chiediti quante volte davvero ti dedichi con così tanta cura alle idee e allo storyboard del tuo corso e-learning? Dobbiamo ammetterlo, molto spesso la tentazione di vedere le nostre idee prendere forma finisce per penalizzare il giusto puntiglio che dovremmo tenere a riferimento quando progettiamo. Provare per credere, ogni giorno in più dedicato alla progettazione dei corsi e-learning è un giorno guadagnato.

2. Sottovalutare la scrittura

Un accento mal riposto può rovinare tutto. L’impressione che diamo di noi passa anche dalla cura con cui ci dedichiamo a quei particolari che qualcuno potrebbe scambiare per dettagli, ma che dettagli non sono. Non lasciamo spazio a refusi o a proposizioni ballerine nel nostro testo, altrimenti ci giocheremo per sempre la credibilità con gli utenti. Inoltre: diciamo no a periodi lunghi e articolati, accogliamo a braccia aperte keyword e paragrafi autoconsistenti.

3. Sbagliare voce

Hai mai provato a speakerare un corso con più voci e a comparare i risultati? In termini di coinvolgimento le cose possono decisamente migliorare con il giusto voice over. Talvolta la scelta del TTS (Text To Speech) si rende necessaria per questione di costi e di aggiornamento, e anche se la tecnologia si è evoluta e le voci robotiche sono sempre meno metalliche, quando è possibile è sempre meglio optare per un “timbro umano”. Non tutte le voci, però, va detto, si prestano a tutti gli argomenti. Meglio fare qualche prova che ritrovarsi a sbuffare dalla noia già a metà sviluppo.

4. Non soppesare le interazioni: l'errore dei corsi e-learning da dover evitare

L’engagement trae evidente beneficio dalle interazioni. Gli utenti non hanno più voglia di limitarsi ad ascoltare e vedere. “L’effetto pisolo” potrebbe essere letale. Quindi arricchire la fruizione di chiamate all’azione è un presupposto fondamentale, laddove possibile. Ogni corso, però, è a sé, e bisogna ricordarsi che troppe (e troppo poco ragionate) interazioni in un corso e-learning rischiano di distogliere l’attenzione dal contenuto, o, ancor peggio, di spaventare l’utente, che finirà col sentirsi “interrogato”. Utilizza gli elementi di interazione in modo appropriato. Alterna scene altamente interattive ad altre più semplici, con testi e immagini statiche. L’attenzione dell’utente così rimarrà alta, sarà curioso di scoprire che contenuto lo aspetta. Ricorda: il troppo stroppia!

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5. Ingabbiare l'utente

È fondamentale che l’utente si senta il più possibile libero nella navigazione del corso e-learning. Quindi limitiamo i vincoli di propedeuticità dei contenuti, laddove non strettamente necessari. È dimostrato, infatti, che l’apprendimento di noi adulti funziona così: ci sentiamo tanto più coinvolti quanto più siamo parte attiva nel processo decisionale (se vuoi approfondire, vai a scoprire la teoria dell’andragogia di Malcom Knowles).

6. Non chiedersi: quale device?

Una delle prime domande da farsi e da fare, quando progetti, è relativa alla modalità con cui la tua popolazione di utenti fruirà, in prevalenza, il corso e-learning a cui stai lavorando. Molto cambia, nella micro-progettazione, se il corso sarà visualizzato e fruito prevalentemente da device mobile o da desktop. Tutta una serie di scelte specifiche, infatti, andranno compiute in relazione a questa informazione, sia in ambito visual che user experience. In ogni caso, ricorda: dimenticarsi o disinteressarsi della responsività è sempre un errore se parliamo di corsi e-learning.

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7. Trascurare il magico potere del design

Il font deve essere leggibile, le immagini non troppo criptiche, i grafici intelligibili e i video rilevanti. Facile, no? La progettazione visual dell’e-learning ha un’importanza fondamentale, perché determinerà non solo la gradevolezza del contenuto, ma anche e soprattutto la sua efficacia, incidendo sulla curva dell’attenzione. Ogni scelta, infatti, è in grado di massimizzare o compromettere l’apprendimento, perché può farci precipitare o tenerci al riparo dal cosiddetto sovraccarico cognitivo.

8. Improvvisare i quiz. Un errore comune nei corsi e-learning

Quiz? Ok, allora siamo arrivati in fondo. Ecco il primo errore! Perché chi l’ha detto che la verifica dell’apprendimento nell’e-learning deve essere relegata all’ultima slide? In realtà, i quiz devono essere ben distribuiti all’interno del corso, perché possono movimentare la fruizione e stimolare l’ingaggio dell’utente. Quindi, proviamo ad affrancarci dall’idea della classica domandina a risposta multipla al termine del modulo e immaginiamoci una serie di esercizi lungo il percorso. Se ci si mette alla prova in itinere, si avranno anche delle performance migliori nei test finali.
Pensare e strutturare delle domande giuste, poi, non è così scontato. Lo sapevi che esiste una scienza, chiamata docimologia, che si occupa dello studio dei sistemi di valutazione delle prove di verifica? Ad esempio, ricorda di formulare alternative di risposta equipollenti, non troppo diverse di lunghezza. Poi, prova a evitare alternative di risposta marcatamente errate o formulazioni ambigue.

Ti sei riconosciuto in alcuni degli errori più classici in materia di corsi e-learning in cui rischia di incappare un instructional designer? Tenere a mente queste poche regole è già un discreto passo in avanti e ti permetterà di aggirare il rischio di un corso poco coinvolgente! Se hai dubbi o domande, scrivici!