Mobile Learning (m-learning): la formazione si fa mobile

In un mondo sempre più veloce e iperconnesso, ma in cui paradossalmente si ha sempre meno tempo, tecnologia ed E-learning uniscono le forze per rendere la formazione più essenziale e a portata di mano. Non tutte le persone hanno un computer e/o non tutti i lavoratori hanno la possibilità di mettersi al computer durante le pause o dopo il turno. Ogni persona però ha un telefono di ultima generazione in tasca (con una buona approssimazione), e l’E-learning lo sa. Scopriamo allora il Mobile Learning!
Alessia Margognoni copywriter
Alessia Margognoni

condividi su

Mobile Learning (m-learning)

Sommario

Cos'è il Mobile learning (m-learning)

Con Mobile learning (o M-learning) si indica l’apprendimento a distanza fruito tramite dispositivi portatili personali quali tablet e smartphone. Questo fa pensare che si tratti di una realtà molto giovane, e nell’ordine generale delle cose è impossibile non considerarlo tale, specie in Italia, dove il primo smartphone è arrivato nel 2007 e il primo tablet nel 2011 (ma servirà ancora una manciata di anni prima che i prezzi li rendano più abbordabili per le masse).

Per posizionare sulla linea del tempo il momento zero del Mobile learning, però, dobbiamo portarci molto più indietro, per la precisione al 1927, quando Jacques Roston iniziò a distribuire corsi di lingue stampati su dischi in vinile, così che potessero funzionare con un qualsiasi grammofono.

Col passare del tempo l’idea di un apprendimento “mobile” non si è mai spenta, anche se ha proceduto largamente sottotraccia, per poi emergere di tanto in tanto ma senza particolari successi dovuti a una carenza tecnologica; è bene ricordare, a riguardo, il caso del Dynabook prodotto da Xerox negli anni ’70, una sorta di tablet ante-litteram orientato ai più piccoli.

Bisognava aspettare smartphone e tablet, insomma, ma la presenza del supporto da sola non sarebbe stata sufficiente.

Ripensare l'E-learning in chiave mobile

Va da sé che al day one dell’M-learning non è bastato tradurre su un tablet o su uno smartphone il contenuto di un corso seguito normalmente da browser, anche perché non funziona proprio così.

In questo senso, infatti, l’M-learning richiede uno specifico modo di fare E-learning, perché non è sufficiente un porting da un device all’altro

È necessario un ragionamento a monte, proprio nella fase di progettazione del corso.

Il Mobile learning parte da un vantaggio senza precedenti: la strumentazione e il modo di utilizzarla è già nelle mani dell’utente, si tratta quindi solo di progettare un apprendimento che somiglia alle attività che l’utente quotidianamente svolge per cercare informazioni e soluzioni di qualunque tipo sulle migliaia di App a disposizione.

Vantaggi

Perchè il Mobile learning

Pur senza considerare in modo incisivo il cambio di rotta post emergenza sanitaria, già da alcuni anni la fruizione da browser si sta configurando come terra di confine, in quanto la postazione fissa, anche con un portatile, è sempre meno vicina allo stile di lavoro e di vita delle persone.

Tutti possiedono uno smartphone e, grazie alle soluzioni che offre, in molti scelgono di investire più sulla sua affidabilità tecnologica che non su quella di un pc.

Tutti necessitano di una maggiore flessibilità in termini di tempo per dedicarsi alla propria formazione: molte professioni non hanno più orari rigidi e predefiniti. 

Anche gli spazi dedicati al tempo libero sono cambiati e non è escluso che l’utente percepisca la formazione come un momento per sé e desideri seguirla nel suo tempo privato. Senza considerare poi che lo stesso confine tra spazio professionale e privato è più flessibile, e in certi casi sovrapponibile (quando non del tutto sovrapposto).

I vantaggi

È qui che emergono gli indiscussi vantaggi del Mobile learning:

  • Costi per l’azienda: l’utente è già in possesso dello smartphone o del tablet e della connessione per utilizzarli;
  • Flessibilità spaziale e temporale: l’utente fruisce dove, e soprattutto quando, vuole;
  • Programmazione dei contenuti efficace per l’apprendimento: la fruizione mobile deve (o perlomeno dovrebbe) essere pensata sul più piccolo degli schermi in circolazione, e questo richiede un approccio più orientato al microlearning, che allo stesso tempo scorpori contenuti troppo ingombranti – sia in termini di tempo che in termini di spazio – in moduli di dimensioni ridotte che rilasciano i contenuti didattici in piccoli blocchi, rendendone più immediato e veloce l’apprendimento;
  • Informazioni facilmente reperibili dall’utente, e utilizzabili anche solo per consultazione, grazie alla struttura in microlearning. Le soluzioni possono essere recuperate dall’utente al bisogno ed essere applicate in tempo reale nello svolgimento delle attività;
  • Aumento del livello di completamento dei corsi: effetto più lampante della flessibilità. Lo studio si declina in funzione dei propri tempi di apprendimento e necessità, in linea con le esigenze della vita professionale e privata.

 

Oltre a questo, poi, è bene considerare come il Mobile learning impatti sull’engagement.

lms mobile learning

M-gagement

Smartphone e tablet sono diventati una presenza costante nella vita quotidiana per la stragrande maggioranza delle persone. Ci mandiamo i messaggi, ci leggiamo i social, ci ascoltiamo la musica, ci guardiamo i video, ci giochiamo a Candy Crash, ci paghiamo la cena, ci comandiamo gli elementi domotici della nostra casa. L’interconnessione virtuale-reale è in progressione continua.

Non solo, una fetta di utenza si trova più a suo agio con uno smartphone che con un laptop e un browser.

Il Mobile Learning che passa da uno smartphone attraverso un’app si serve di ambienti e modalità di fruizione con cui la maggior parte degli utenti ha confidenza. Confidenza che si trasferisce dal come al cosa, mettendolo rapidamente a suo agio con l’idea di iniziare, proseguire e completare un corso. E, si sa, un utente a suo agio è già un utente più ricettivo.

Infine, è il formato stesso dei corsi a potenziare l’engagement. Che li si chiami pillole, nugget, microlearning o contenuti bite-sized, non cambia il fatto che un contenuto di breve durata, che sia incisivo e ben studiato, è molto più efficace poiché si inserisce nella giornata dell’utente come lui meglio ritiene; inoltre contenuti di breve durata non sovraccaricano l’attenzione, migliorando non solo il coinvolgimento ma anche l’efficacia di quanto viene trasmesso.

m-gagement

L'utente per prima

Che l’utente sia il perno attorno a cui ruota tutto il Mobile learning, a questo punto, vi risulterà più che evidente. La sua centralità si riflette e ritrova in ogni aspetto:

  • Scrittura, produzione ed erogazione del corso: pensare per il dispositivo è pensare per l’utente e porta scrittori e sviluppatori a prestare attenzione a determinati elementi;
  • Fruizione flessibile: permette all’utente di organizzarsi come meglio crede;
  • Tracciamento: è ancora più facile tracciare il comportamento dell’utente durante la fruizione del corso, aumentando il numero di dati raccolti durante l’operazione.

Il Mobile learning per mezzo delle app personalizzate

Lo step finale di questo percorso di interconnessioni reali e virtuali è la comparsa delle app dedicate all’M-learning. Il ventaglio delle proposte passa da app che semplicemente permettono di comprare e fruire di lezioni a video (Masterclass, Udemy ecc.) ad app che insegnano tramite interazioni gamificate (Elevate, Mimo, Quizlet…).

Ci sono poi app che pongono maggiore attenzione sia all’utente dei corsi sia a chi li produce, costruendo un ponte tra formatore e utente. Un esempio illustre a tal proposito è la app di Moodle.

Qui il formatore può caricare tutti i contenuti e monitorare rapidamente chi è impegnato su quale corso, tenendo traccia dei suoi punti di forza e di quali passaggi si stanno rivelando più problematici.

Dal lato degli utenti, invece, è possibile avere una rapida panoramica dei corsi a propria disposizione, acquistarne di nuovi e fruire di quelli disponibili nella loro interezza (sia online che scaricandoli sul proprio dispositivo), caricare i propri contenuti quando richiesto, scaricare materiali e dispense utili all’apprendimento.

Il sistema poi comprende un sistema di valutazione degli utenti, un sistema di feedback dei formatori, nonché un canale di messaggistica interna che permette di comunicare rapidamente con il formatore.

Il futuro del Mobile learning

Ancora una volta azzardare un pronostico sugli sviluppi futuri del Mobile learning sarebbe, per l’appunto, un azzardo. I suoi due binari, internet e i device portatili, sono in continua implementazione, crescono a una velocità esponenzialmente maggiore e prendono strade spesso impensabili (si pensi a quando, poco più di vent’anni fa, sembrava che il futuro della telefonia fosse nel dispositivo mignon e poi è arrivata Apple a scombinare le carte in tavola).

Poggiando su due assi imprevedibili, l’M-learning dovrà esser bravo a fiutare il vento e a reagire tempestivamente al cambiamento tecnologico, studiando e studiando per formalizzare un E-learning sempre più efficace e coinvolgente.

condividi su

Alessia Margognoni copywriter
Alessia Margognoni
Laureata in Scienze della Formazione a Roma, abita a Verona cibandosi di romanzi noir. Mescolando E-learning e ghostwriting, declina mondi, toni, e regole differenti, primeggiando nella nobile arte di vivere facendo il lavoro che si ama.
Alessia Margognoni copywriter
Alessia Margognoni
Laureata in Scienze della Formazione a Roma, abita a Verona cibandosi di romanzi noir. Mescolando E-learning e ghostwriting, declina mondi, toni, e regole differenti, primeggiando nella nobile arte di vivere facendo il lavoro che si ama.
Altri come te hanno letto:
Gamification cos'è
E-Learning
Gamification per l’E-learning: giocando si impara

La Gamification, ad oggi, si colloca tra le metodologie di formazione più efficaci. Anche l’universo aziendale ha iniziato a puntare sempre più sulla formazione gamificata per l’apprendimento delle proprie risorse, dall’onboarding all’aggiornamento.
Ma cos’è e come funziona la Gamification?
E, soprattutto, in cosa si distingue da metodologie formative che hanno una denominazione simile?

Andiamo a scoprirlo.

Leggi tutto
Trend no code
Software e Piattaforme
I trend No code – Low code nel mercato italiano

No code e Low code sono le due facce della stessa medaglia, quella che permette a chiunque abbia una buona idea (o quasi) di operare come sviluppatore senza che lo studio dello sviluppo di app e siti gravi sul risultato finale. Grazie all’uso di interfacce grafiche che permettono di assemblare componenti già pronti, la nuova frontiera dello sviluppo per tutti è stata conquistata e si espande ogni giorno che passa.
Come si posiziona il nostro paese in questo percorso di semplificazione dei processi di sviluppo informatico?

Leggi tutto
Intranet UX
Software e Piattaforme
Intranet UX UI: come bilanci usabilità ed estetica?

La intranet è uno degli strumenti più utili per un’azienda. Semplifica le comunicazioni, snellisce i processi di lavoro e contribuisce a creare e consolidare la cultura aziendale.
Uno dei focus principali della sua progettazione e realizzazione è l’utente. Questo perché se l’utente si trova a suo agio a usare la intranet è molto probabile pensare che lo farà spesso, aumentandone l’efficacia (quindi valorizzando l’investimento a monte). Di seguito allora alcune pratiche da seguire, in termini di user experience e user interface, che migliorano la qualità di una Intranet.

Leggi tutto
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Fai il Salto di Qualità nella formazione E-Learning per le Aziende!

Logo frog learning