E-learning e Metaverso: fantascienza o realtà?

Da circa un anno, con sempre maggiore insistenza, si sente parlare di Metaverso. Il futuro, dunque, è qui? È ancora presto per dirlo. Quel che è certo è che le cose cominciano a muoversi. I colossi stanno avviando la migrazione verso questo universo parallelo digitale, il mondo del lavoro ha iniziato a seguirli e quello della formazione non ha certo intenzione di restarne fuori.

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E-learning e Metaverso

Sommario

Hiro non è affatto lì dove si trova, bensì in un universo generato dal computer che la macchina sta disegnando sui suoi occhialoni e pompando negli auricolari. Nel gergo del settore, questo luogo immaginario viene chiamato Metaverso.

Neal Stephenson - Snow Crash

Nel 1992, viene pubblicato “Snow Crash” di Neal Stephenson, romanzo di fantascienza postcyberpunk. Sulle sue pagine, Stephenson conia il termine “Metaverso”, un ambiente virtuale condiviso che viene descritto come una strada larga un centinaio di metri che corre lungo tutta la circonferenza di un pianeta completamente nero; vi si può accedere dal proprio computer o da terminali pubblici, ma c’è anche chi preferisce indossare terminali portatili e rimanere sempre connesso.

Il Metaverso di Stephenson è distopico e in certi casi totalizzante. E il “nostro” Metaverso?

Metaverso: cos'è

C’è chi parla di Internet 5.0 e chi intravede un futuro popolato da avatar. Quello che è certo è che il Metaverso sta conoscendo una grande popolarità soprattutto grazie alla decisione di Mark Zuckerberg di dare questa denominazione a un progetto di cui si sa ancora poco.

Partiamo dall’inizio: cos’è il Metaverso?

Possiamo far rientrare nella definizione di Metaverso un insieme di soluzioni ed elementi tecnologici in grado di far interagire gli utenti all’interno di un mondo virtuale.

Le numerose opportunità offerte da una soluzione di questo tipo fanno pensare a un mondo in cui le persone non si limiteranno a fare un’esperienza immersiva in un videogame, ma potranno interagire con i loro amici, lavorare, guardare una mostra, fare un viaggio, tutto in un universo digitale parallelo.

In questa dinamica risultante dalla cooperazione di più tecnologie, spicca senza dubbio la realtà virtuale; ma allora quali sono le differenze tra le opportunità offerte dalla realtà virtuale e quelle introdotte dal Metaverso?

Metaverso e realtà virtuale

Il Metaverso rappresenta lo spazio in cui tecnologie come realtà virtuale –  o/e realtà aumentata o mista –  possono coesistere e rendere l’esperienza immersiva dell’utente più completa.

Il Metaverso può essere dunque definito come lo spazio, il contesto, in cui l’utente – in una versione tridimensionale di se stesso in formato avatar – può avvalersi di un mix di possibilità tecnologiche che integrano le loro funzionalità.

Un esempio può essere utile.

Se stai visitando un orto botanico e oltre alle indicazioni della guida virtuale vuoi approfondire un determinato tipo di pianta o accedere a informazioni relative alla sua coltivazione, non sarà sufficiente indossare un visore, ma avrai bisogno di una serie di tecnologie “in aggiunta” che ti consentano di intensificare la tua UX.

Sicuramente lo sviluppo del Metaverso richiederà sempre di più l’incremento di nuove tecnologie che estendono le funzionalità di quelle attuali e lo portino oltre il livello del videogame.

Didattica e Metaverso

Prima di indagare il rapporto tra E-learning e Metaverso è bene mettere in luce i passi avanti fatti anche nel mondo della Didattica in generale, che, in misura maggiore rispetto all’E-learning, ha abbracciato il vero salto di qualità tecnologico solo grazie agli input legati alle emergenze degli ultimi due anni. Il mondo della scuola, nel panorama italiano in special modo, è ancora fortemente legato a una didattica incentrata sul rapporto docente-alunni, in cui chi impara fruisce l’esperienza di apprendimento in una modalità identica a quella dei suoi compagni di corso, perfezionata tutt’al più dall’intervento personale dell’insegnante. In un contesto in cui si fa fatica a distinguere la DaD dall’E-learning, il Metaverso rappresenta indubbiamente un’opportunità per introdurre nella vita degli studenti i numerosi vantaggi dell’E-learning. Il potenziale dell’Intelligenza Artificiale in ambito educativo è pressoché sconfinato considerando che incontra una fascia di popolazione in apprendimento nel pieno sviluppo delle facoltà creative, di problem solving e team building.

È ancora un po’ presto per fare previsioni in merito all’impatto del Metaverso nel mondo dell’istruzione, ma è sempre più traballante il confine tra il mondo virtuale e quello fisico anche nel contesto della scuola. I video lasceranno sempre più spazio alle esperienze immersive con i visori per rendere gli alunni più partecipi e gli insegnanti in grado di trasmettere contenuti in modo più accattivante. La Realtà Aumentata intensificherà gli aspetti esperienziali dell’apprendimento, la stessa interazione tra gli alunni conoscerà nuovi contesti e dinamiche.

Non potendoci esprimere in termini numerici sul tempo, possiamo sicuramente riscontrare un aumento della consapevolezza sul potenziale delle nuove tecnologie che, se utilizzate in modo consapevole  e sano, soprattutto a partire dai docenti, possono aprire un ventaglio di infinite possibilità al mondo della scuola.

applicazioni augumented reality

E-Learning e Metaverso

Per il passaggio dal mondo fisico a quello virtuale del Metaverso, come abbiamo già visto, ci si serve di una serie di tecnologie (che immaginiamo non possa far altro che aumentare) di cui in parte abbiamo già parlato.

Si tratta di Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, ma anche di Realtà Mista (che unisce le due interlacciando alcuni elementi in modo che possano essere utilizzati su entrambi i livelli), riconoscimento facciale e sistemi di eye-tracking.

Nel passaggio dall’apprendimento fisico a quello digitale, il Metaverso mette a disposizione dell’utente uno spazio in cui muoversi, studiare, operare e acquisire nuove competenze. Il tutto condividendo questo stesso spazio con altri utenti, con i quali può facilmente interagire.

Da “l’utente al centro” a “gli utenti al centro”

Se il cuore delle tecnologie che compongono il Metaverso è l’utente, il cuore del Metaverso è l’incontro e l’interazione tra gli utenti.

Potrebbe bastare questo per rispondere alla domanda “Cosa può fare il Metaverso per l’E-Learning?”, ma addentriamoci in profondità.

Un ambiente virtuale è prima di tutto un momento d’incontro e di scambio in grado di superare ogni tipo di barriera, sia essa geografica, fisica, emotiva o quant’altro; è sempre bene ricordarlo poiché rimane comunque uno dei cardini del Metaverso, anche se non sempre esplicitato.

Questo aspetto potrebbe già dare un grande impulso e miglioramento a fasi della formazione come colloqui e valutazioni preliminari, ma ovviamente c’è di più. E il “di più” avviene quando le altre tecnologie iniziano a operare dentro ai confini del Metaverso.

Abbiamo già parlato delle simulazioni in VR e AR e di quanto siano importanti per calare nel contesto l’utente. Farlo all’interno del Metaverso permette la creazione di spazi di lavoro e simulazioni condivise, in cui un processo lavorativo viene effettivamente riprodotto tra soli utenti umani. Quindi non si tratta solo di acquisire competenze e metterle in pratica, ma di metterle in pratica assieme a persone con cui si lavora o si lavorerà in futuro, aspetto per niente marginale che permette di affinare una procedura o un rapporto lavorativo.

virtual reality

I vantaggi della loro unione

Questa immersività quasi totalizzante, che migliora concentrazione, comprensione e retention, non è ovviamente che uno dei vantaggi del Metaverso formativo.

A questa si aggiungono:

  • Potenziamento della creatività, sia nella scrittura che nella realizzazione del corso, potenziate dall’uso delle nuove tecnologie, dalla loro interazione e dal contesto condiviso;
  • Maggiore personalizzazione e simulazioni tagliate su misura del singolo utente;
  • Apprendimento più rapido, quattro volte superiore rispetto alla formazione tradizionale e due volte superiore rispetto a un corso E-Learning “semplice”;
  • Potenziamento della formazione continua, che diventa più flessibile e coinvolgente grazie alla possibilità di calare i vari moduli in situazioni tangibili e riconoscibili;
  • E-Learning ancora più inclusivo.

 

Tutto questo, ovviamente, è da intendersi non solo per quanto riguarda la formazione pratica del personale, ma anche per la formazione del middle management e del management; lavorare in un ambiente virtuale condiviso, infatti, può essere una soluzione ideale per formarsi (o aggiornarsi) su tematiche come la leadership o la richiesta e restituzione del feedback.

Interazioni utenti metaverso

E-Learning e Metaverso: si parte?

Sembrerebbe di sì.

Alcune aziende di software stanno sviluppando architetture, e servizi che garantiscano meeting, interazioni e acquisti in un ambiente totalmente virtuale.

Un primo laboratorio di formazione esperienziale è già attivo, ed è la Immersive Factory di LEF (Lean Experience Factory), un ambiente virtuale di learning-by-doing per la formazione di imprese e scuole.

Con un mix di Realtà Virtuale, Realtà Aumentata, Realtà Mista, gli utenti si possono confrontare su tematiche legate all’ottimizzazione dei processi aziendali in tre diversi ambienti simulati incentrati rispettivamente su:

  • Rischi e minacce, da individuare ed etichettare;
  • Laboratori collaborativi, in cui assemblare strumentazione in team;
  • Situazioni che prevedono interazione tra mondo reale e virtuale, legate per ora allo spostamento di oggetti e ridondanze di movimento.

E-Learning e Metaverso: si arriva?

Forse.
Come in tutto ciò che riguarda la tecnologia, molto dipende dalla risposta del mondo del lavoro e dall’applicazione effettiva di queste tecnologie.

Quello che possiamo affermare con un certo margine di sicurezza è che la conversione dell’E-Learning al Metaverso richiederà tempo e ingegno.

Gli strumenti ci sono, ma necessitano di essere affinati, alleggeriti, sveltiti e ottimizzati, e così le procedure (o parte di esse).

A fare la differenza, relativamente al processo di formazione del Metaverso, molto probabilmente, non sarà l’ambito lavorativo ma quello privato, quello dei singoli utenti e delle interazioni di tutti i giorni, svincolate da logiche di vendita o di formazione.
Saranno loro e le loro interazioni in real life a sancire la prosecuzione o l’interruzione delle interazioni virtuali nel Metaverso.

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